Funghi

Che gli elementi in natura siano indispensabili alla sopravvivenza è ormai cosa nota. Ma ci siamo mai soffermati a pensare a quanto perfetto sia il ciclo vitale di un fungo? Senza voler fare della filosofia a scapito della biologia, è davvero interessante sottolineare la perfezione di una catena in cui l’essere umano ricopre il ruolo di misero anello. Non voglio tediarti ulteriormente con pipponi apparentemente senza senso, ma solo raccontarti la storia della nascita del fungo, invitandoti a cogliere il senso profondo dello spettacolo della natura.

Funghi porcini.

Il fungo come collante naturale: l’alfa e l’omega.

Definire un fungo come il signore della vita e della morte non è così esagerato. E’ alfa, se pensiamo ad un albero in decomposizione che viene attaccato dai saprofiti (alcuni tipi di funghi che si nutrono di sostanze organiche): esso sarà l’elemento fondamentale dell’humus, composto superficiale di vitale importanza per il ciclo del sottobosco.

E’ omega quando il fungo attacca una pianta ancora viva insinuandosi nelle fessure del legno, parassitandola e portandola alla morte o ad uno stato continuo di malattia.
Questo dualismo vita-morte ha caratterizzato da sempre questo elemento naturale, tanto da renderlo protagonista di vicissitudini balzate alla cronaca e riportate nei testi più antichi. Va da sé che il fungo è storia!Alla scoperta del sottobosco: il fungo nella storia.

Alla scoperta del sottobosco: il fungo nella storia.

Tra gli antichi autori che menzionarono il fungo nelle proprie opere troviamo Pausania, scrittore greco del II secolo d.C., che tramanda la leggenda di Perseo.


Secondo la mitologia l’eroe Perseo, dopo un lungo ed estenuante viaggio, stanco e assetato, si poté ristorare con l’acqua raccolta nel cappello di un fungo. Decise allora di fondare in quel luogo una nuova capitale e di chiamarla Micene (mykés fungo in greco), dando così vita a una delle maggiori civiltà del passato, la “micenea”.

Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis historia del 77-78 d.C., descrisse minuziosamente caratteristiche e qualità dei funghi, mentre il contemporaneo Marco Gavio Apicio, nel suo De re coquinaria, riportò una serie di ricette aventi come ingrediente principale il fungo.
Cibo degli dei era, invece, il nome che i cinesi avevano dato ai funghi: questi avevano ormai un posto d’onore sulle tavole di Egizi e Babilonesi.Teofrasto, allievo e successore di Aristotele, nella guida del Liceo, elogiava il fungo: fu grazie a lui se dalla Grecia questo dono della natura approdò a Roma, patria di Giovenale, Plutarco e Orazio, i quali ne decantarono le lodi di nobiltà gastronomica.
Tra i funghi, la tipologia che riscosse subito successo fu il Boletus edulis, il fungo porcino, che veniva apprezzato sia cotto che crudo oppure essiccato.

Plinio il Vecchio e la sua Naturalis Historiae.

Il fungo: l’anno zero della civiltà.

Secondo alcune teorie i funghi sono anche stati protagonisti di cambiamenti radicali nella storia dell’uomo: il fuoco, elemento alla base della civiltà, potrebbe essere stato ‘addomesticato’ grazie all’aiuto di un fungo esca, particolare micete dalle proprietà infiammabili (Fomes fomentarius). Ne è testimonianza l’equipaggiamento di Oetzi, l’uomo mummificato trovato nel ghiacciaio del Similaun, vissuto circa 5.000 anni fa; anche la malattia della patata, che portò milioni di irlandesi a emigrare verso l’America, ebbe origine fungina e anche la passione per il tè degli inglesi nasce dalla decimazione delle piantagioni di caffè da parte di questi parassiti.
Non da meno erano le proprietà terapeutiche dei porcini (suilli), provenienti dalla Bitinia (odierna Turchia), appesi in filze ed essiccati.
Stupefacente è l’uso e l’effetto di certi funghi, legato soprattutto alla loro capacità allucinogena. Tra i funghi allucinogeni per eccellenza ricordiamo l’Amanita muscaria: dal caratteristico cappello rosso puntinato di bianco, è il più noto rappresentante di questa tipologia di funghi che alterano lo stato di coscienza. Vengono anche definiti enteogeni, cioè in grado di rendere divinamente ispirato chi li assume.
I funghi allucinogeni sono anche il fil rouge tra natura e Bibbia: pare, infatti, che sia stato proprio un fungo a fornire la capacità di discernimento tra bene e male.
A tal proposito, un affresco presente nella cappella medievale (XII secolo) di Plaincourault, in Francia, raffigura una scena della tentazione in cui Adamo ed Eva, nel Paradiso terrestre, sono raffigurati ai lati dell’albero della conoscenza del bene e del male, con tanto di serpente. L’albero è rappresentato a forma di un grande fungo con cappello rosso puntinato di bianco, dal gambo del quale si diramano quattro rami simili al tronco centrale.
Secondo alcuni storici, l’albero altro non è che una raffigurazione di un albero del Paradiso, derivata dalla stilizzazione di un pino italico; altri studiosi di discipline esoteriche e di etnomicologia, invece, concordano sull’ipotesi che il pittore avesse raffigurato una gigantesca Amanita muscaria, come a certificare la presenza di un fungo enteogeno già nella prima pagina della storia dell’umanità, giustificando (forse) la scelta fatta da Adamo ed Eva.

Cappella medievale di Plaincourault, Francia.

Il fungo a corte. Biologia di un velenoso delitto.

Sempre Plinio il Vecchio contribuì fortemente a rendere famoso il fungo porcino, sintetizzandone bontà e pericolosità. Questa volta il dualismo riguarda l’omega, il tramonto dell’Imperatore Tiberio Claudio per mano della moglie Agrippina.

Tra le piante che è rischioso mangiare, mi sembra giusto mettere anche i boleti: essi costituiscono innegabilmente un alimento squisito, ma li ha posti sotto accusa un fatto enorme nella sua esemplarità: l’avvelenamento, compiuto per loro tramite, dell’imperatore Tìberio Claudio da parte della moglie Agrippina, che con tale atto diede al mondo, e innanzitutto a se stessa, un altro veleno, il proprio figlio Nerone.

Imparare dai funghi: l’anatomia della vita.

A causa delle caratteristiche che li contraddistinguono, i funghi sono oggi considerati un regno a parte: non svolgono la fotosintesi, non sono dotati di alcun apparato di trasporto, utilizzano le spore come metodo di riproduzione, alcuni di essi hanno rapporti simbiotici o di parassitismo in equilibrio. La parte principale del fungo, il micelio, che rimane sottoterra ed è composta da milioni di ife, può estendersi in filamenti lunghi centinaia di metri, anche chilometri secondo alcuni micologi. Studi specifici hanno addirittura suggerito che esiste una intricata rete di miceli distribuita attorno alle radici delle piante superiori, atta a svolgere la funzione di internet dell’ecosistema, favorendo la comunicazione tra gli alberi con conseguente scambio di sostanze, per attaccarsi vicendevolmente con composti tossici o aiutarsi. La parte commestibile del fungo prende il nome di corpoforo, da considerarsi una sorta di frutto.

Manto di foglie con fungo porcino.

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